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L'UE blinda i dati degli utenti europei

Da quando Microsoft ammise che i dati degli utenti europei erano soggetti al Patriot Act americano, dunque potevano essere richiesti dal governo USA a suo piacimento, senza che l'utente ne fosse avvisato, i parlamentari europei hanno giurato vendetta.

 

Vendetta che si è concretizzata nella nuova legge per la protezione dei dati degli utenti che risiedono nell'Unione.

La legge, infatti, prevede che la privacy del cittadino deve essere prioritaria per le aziende che offrono sistemi di archiviazione dati. Se una azienda viola i termini di questa legge sarà soggetta ad una multa che potrà ammontare fino al 2% del suo fatturato annuale.

 

Finalmente la multa commissionata potrà raggiungere un'entità tale da scoraggiare qualunque colosso o multinazionale.

 

Nel suo impianto, la legge prevede che una azienda non può essere accusata se non elimina completamente i dati di un utente e se le tracce vengono copiate, ad insaputa dell'azienda stessa, da un'altra società.

 

I blog personali non saranno soggetti alla legge.

Viviane Reding, Commissario Europeo per l'agenda digitale

Nel complesso si tratta di un provvedimento ben studiato, che include anche il dovere, per le aziende, di inserire un sistema facilitato di "opt-out", tramite il quale l'utente può svincolarsi dal controllo dei propri dati da parte dell'azienda.

Il provvedimento sarà effettivo a partire dalla fine del 2013, i tempi burocratici sono lunghi, ma necessari affinchè ogni stato membro adegui la propria legislazione e recepisca la direttiva.

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