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Facebook ed il business dei falsi "mi piace"

Un blogger aveva deciso di pagare per uno spazio pubblicitario su Facebook, si è ritrovato con più di 80mila Like in più. Dopo alcune analisi, ha scoperto che tutti i profili erano falsi.

Il Mi piace è  oramai diventato un marchio di fabbrica non solo di Facebook, ma è una delle unità di misura fondamentali per i siti in rete: più ne hai e, almeno in teoria, più sono le persone raggiunte dal tuo sito / blog / attività.

Non sempre, però, quantità significa qualità. Lo dimostra la storia di Derek Muller, presentatore del podcast Veritasium, che dopo aver speso 50 dollari di pubblicità attraverso Facebook (tutto assolutamente legale), si è ritrovato in pochi giorni con quasi 80mila Like sulla sua pagina.

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Il problema? La maggior parte di quei "Mi piace" è stata fatta da persone provenienti da India, Pakistan, Filippine, Bangladesh e altri Paesi in via di sviluppo, tutti luoghi dove le “click farm” (fabbriche di click) spuntano come funghi. Il meccanismo è facile: ci sono persone che, su richiesta di un cliente, vengono sfruttate per cliccare Mi piace su questa o quella pagina, retribuite con appena un dollaro ogni mille clic.

Il risultato è stato che la pagina del signor Muller si è ritrovata con 80mila fan, del tutto inattivi, se non falsi. Un fattore non da poco conto, visto che ha danneggiato pesantemente la capacità di coinvolgimento, della pagina di Veritasium. Inoltre l’algoritmo di Facebook fa in modo che ogni post che voi mettete nel profilo, venga realmente inviato a solo ad una frazione dei suoi fan, per testarne l’efficacia. Se il post viene ricondiviso, Facebook lo mostra via via anche ad altri utenti. Ma quando sei seguito da utenti fake il tuo messaggio è destinato a morire molto rapidamente.

Un meccanismo rovinoso, che a lungo andare costringe molti amministratori ad acquistare altra pubblicità nella speranza di ottenere “like” genuini. E che secondo Muller si trasforma in un vantaggio per Facebook che, nonostante la dura lotta agli account falsi, non ha mai cancellato i relativi “mi piace”.

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