<?xml version='1.0'?><rss version="2.0" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:georss="http://www.georss.org/georss" >
<channel>
	<title><![CDATA[IoChatto: POESIA]]></title>
	<link>https://www.vstyle.it/groups/profile/40472/poesia</link>
	<description><![CDATA[]]></description>
	
	<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/discussion/view/41798</guid>
	<pubDate>Tue, 23 Feb 2016 12:49:30 +0100</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/discussion/view/41798</link>
	<title><![CDATA[Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale]]></title>
	<description><![CDATA[<p><img src="https://www.sololibri.net/IMG/moton19.jpg" alt="cuore" width="500" style="border: 0px;"><br><br>Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale<br>e ora che non ci sei &egrave; il vuoto ad ogni gradino.<br>Anche cos&igrave; &egrave; stato breve il nostro lungo viaggio.<br>Il mio dura tuttora, n&eacute; pi&ugrave; mi occorrono<br>le coincidenze, le prenotazioni,<br>le trappole, gli scorni di chi crede<br>che la realt&agrave; sia quella che si vede.<br><br>Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio<br>non gi&agrave; perch&eacute; con quattr&rsquo;occhi forse si vede di pi&ugrave;.<br>Con te le ho scese perch&eacute; sapevo che di noi due<br>le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate,<br>erano le tue.<br><br><em>Eugenio Montale</em></p>
]]></description>
	<dc:creator>monica</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/discussion/view/40582</guid>
	<pubDate>Thu, 15 Oct 2015 08:50:16 +0200</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/discussion/view/40582</link>
	<title><![CDATA[IL SERTO DELLA MONTAGNA]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Poesia che ho dovuto studiare a scuola, di&nbsp;<strong>Petar Petrovic Njegos</strong></p>
<p><strong><img src="https://image.nanopress.it/viaggi/fotogallery/625X0/41767/panorama-sulle-montagne-del-montenegro.jpg" alt="montagna montenegro" width="500" style="border: 0px; border: 0px;"></strong></p>
<h3>IL SERTO DELLA MONTAGNA</h3>
<p>Questo mondo &egrave; tiranno al tiranno&nbsp;<br>nonch&egrave; a uno spirito gentile.&nbsp;<br>Di discordie infernali &egrave; composto:&nbsp;<br>vi lottano l'anima con il corpo,&nbsp;<br>vi lotta il mare con le montagne,&nbsp;<br>vi lotta il freddo con il caldo,&nbsp;<br>vi lottano i venti con i venti,&nbsp;<br>vi lotta la bestia con la bestia,&nbsp;<br>vi lotta il popolo con il popolo,&nbsp;<br>vi lotta un uomo contro un altro uomo,&nbsp;<br>vi lottano i giovani con le notti,&nbsp;<br>vi lottano gli spiriti con il cielo.&nbsp;<br>Il corpo geme dall'anima oppresso&nbsp;<br>e l'anima dibattesi nel corpo&nbsp;<br>il mare geme dal cielo oppresso&nbsp;<br>ed i cieli vacillano nel mare&nbsp;<br>un'onda distrugge un'altra onda&nbsp;<br>tutte e due si rompono contro la riva.&nbsp;<br>Nussun felice, nessun contento,&nbsp;<br>nessun quieto, nessun tranquillo&nbsp;<br>l'uomo non fa che beffeggiare l'uomo&nbsp;<br>scimmia che si rimira nello specchio!</p>
<p><strong><br></strong></p>
]]></description>
	<dc:creator>alina vacariu</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/40473/il-corvo</guid>
	<pubDate>Fri, 09 Oct 2015 18:43:13 +0200</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/40473/il-corvo</link>
	<title><![CDATA[Il corvo]]></title>
	<description><![CDATA[<div>
<blockquote>
<div><img src="https://static.guide.supereva.it/guide/letteratura_inglese/theraven.jpg" alt="il corvo Edgar Allan Poe" width="400" style="border: 0px; border: 0px;"></div>
</blockquote>
<blockquote>
<div>Era una cupa mezzanotte e mentre stanco meditavo<br><br>Su bizzarri volumi di un sapere remoto,<br><br>Mentre, il capo reclino, mi ero quasi assopito,<br><br>D'improvviso udii bussare leggermente alla porta.<br><br>"C'&egrave; qualcuno" mi dissi " che bussa alla mia porta<br><br>Solo questo e nulla pi&ugrave;. "<br><br>Ah, ricordo chiaramente quel dicembre desolato,<br><br>Dalle braci morenti scorgevo i fantasmi al suolo.<br><br>Bramavo il giorno e invano domandavo ai miei libri<br><br>Un sollievo al dolore per la perduta Lenore,<br><br>La rara radiosa fanciulla che gli angeli chiamano Lenore<br><br>E che nessuno, qui, chiamer&agrave; mai pi&ugrave;.<br><br>E al serico, triste, incerto fruscio delle purpuree tende<br><br>Rabbrividivo, colmo di assurdi tenori inauditi,<br><br>Ebbene ripetessi, per acquietare i battiti del cuore:<br><br>"&Egrave; qualcuno alla porta, che chiede di entrare,<br><br>Qualcuno attardato, che mi chiede di entrare.<br><br>Ecco: &egrave; questo e nulla pi&ugrave;"<br><br>Poi mi feci coraggio e senza pi&ugrave; esitare<br><br>"Signore, " dissi "o Signora, vi prego, perdonatemi,<br><br>Ma ero un po' assopito ed il vostro lieve tocco,<br><br>Il vostro cos&igrave; debole bussare mi ha fatto dubitare<br><br>Di avervi veramente udito". Qui spalancai la porta:<br><br>C'erano solo tenebre e nulla pi&ugrave;. "<br><br>Nelle tenebre a lungo, gli occhi fissi in profondo,<br><br>Stupefatto, impaurito sognai sogni che mai<br><br>Si era osato sognare: ma nessuno viol&ograve;<br><br>Quel silenzio e soltanto una voce, la mia,<br><br>Bisbigli&ograve; la parola "Lenore" e un eco rispose:<br><br>"Lenore". Solo quello e nulla pi&ugrave;.<br><br>Rientrai nella mia stanza, l'anima che bruciava.<br><br>Ma ben presto, di nuovo, si ud&igrave; battere fuori,<br><br>E pi&ugrave; forte di prima. "Certo" dissi "&egrave; qualcosa<br><br>Proprio alla mia finestra: esplorer&ograve; il mistero,<br><br>Render&ograve; pace al cuore, esplorer&ograve; il mistero.<br><br>Ma &egrave; solo il vento, nulla pi&ugrave;. "<br><br>Allora spalancai le imposte e sbattendo le ali<br><br>Entr&ograve; un Corvo maestoso dei santi tempi antichi<br><br>Che non fece un inchino, n&eacute; si ferm&ograve; un istante.<br><br>E con aria di dame o di gran gentiluomo<br><br>Si appollai&ograve; su un busto di Palladie sulla porta<br><br>Si pos&ograve;, si sedette, e nulla pi&ugrave;.<br><br>Poi quell'uccello d'ebano, col suo austero decoro,<br><br>Indusse ad un sorriso le mie fantasie meste,<br><br>"Perch&eacute;" dissi "rasata sia la tua cresta, un vile<br><br>Non sei, orrido, antico Corvo venuto da notturne rive.<br><br>Qual &egrave; il tuo nome nobile sulle plutonie rive? "<br><br>Disse il Corvo: "Mai pi&ugrave;".<br><br>Ma quel corvo posato solitario sul placido busto,<br><br>Come se tutta l'anima versasse in quelle parole,<br><br>Altro non disse, immobile, senza agitare piuma,<br><br>Finch&eacute; non mormorai: "Altri amici di gi&agrave; sono volati via:<br><br>Lui se ne andr&agrave; domani, volando con le mie speranze"<br><br>Allora disse il Corvo: "Mai pi&ugrave;".<br><br>Trasalii al silenzio interrotto da un dire tanto esatto,<br><br>"Parole" mi dissi "che sono la sua scorta sottratta<br><br>A un padrone braccato dal Disastro, perseguitato<br><br>Finch&eacute; un solo ritornello non ebbe i suoi canti,<br><br>Un ritornello cupo, i canti funebri della sua speranza:<br><br>Mai, mai pi&ugrave;".<br><br>Rasserenando ancora il Corvo le mie fantasie,<br><br>Sospinsi verso di lui, verso quel busto e la porta,<br><br>Una poltrona dove affondai tra fantasie diverse,<br><br>Pensando cosa mai l'infausto uccello del tempo antico.<br><br>Cosa mai quel sinistro, infausto e torvo anomale antico<br><br>Potesse voler dire gracchiando "Mai pi&ugrave;".<br><br>Sedevo in congetture senza dire parola<br><br>All'uccello i cui occhi di fuoco mi ardevano in cuore;<br><br>Cercavo di capire, chino il capo sul velluto<br><br>Dei cuscini dove assidua la lampada occhieggiava,<br><br>Sul viola del velluto dove la lampada luceva<br><br>E che purtroppo Lei non premer&agrave; mai pi&ugrave;.<br><br>Parve pi&ugrave; densa l'aria, profumata da un occulto<br><br>Turibolo, oscillato da leggeri serafini<br><br>Tintinnanti sul tappeto. "Infelice" esclamai "Dio ti manda<br><br>Un nepente dagli angeli a lenire il ricordo di Lei,<br><br>Dunque bevilo e dimentica la perduta tua Lenore! "<br><br>Disse il Corvo "Mai pi&ugrave;".<br><br>"Profeta, figlio del male e tuttavia profeta, se uccello<br><br>Tu sei o demonio, se il maligno" io dissi "ti manda<br><br>O la tempesta, desolato ma indomito su una deserta landa<br><br>Incantata, in questa casa inseguita dall'Onore,<br><br>Io ti imploro, c'&egrave; un balsamo, dimmi, un balsamo in Galaad? "<br><br>Disse il Corvo: "Mai pi&ugrave;".<br><br>"Profeta, figlio del male e tuttavia profeta, se uccello<br><br>Tu sei o demonio, per il Cielo che si china su noi,<br><br>Per il Dio che entrambi adoriamo, d&igrave; a quest'anima afflitta<br><br>Se nell'Eden lontano riavr&agrave; quella santa fanciulla,<br><br>La rara raggiante fanciulla che gli angeli chiamano Lenore".<br><br>Disse il Corvo: "Mai pi&ugrave;".<br><br>"Siano queste parole d'addio" alzandomi gridai<br><br>"uccello o creatura del male, ritorna alla tempesta,<br><br>Alle plutonie rive e non lasciare una sola piuma in segno<br><br>Della tua menzogna. Intatta lascia la mia solitudine,<br><br>Togli il becco dal mio cuore e la tua figura dalla porta"<br><br>Disse il Corvo: "Mai pi&ugrave;".<br><br>E quel Corvo senza un volo siede ancora, siede ancora<br><br>Sul pallido busto di Pallade sulla mia porta.<br><br>E sembrano i suoi occhi quelli di un diavolo sognante<br><br>E la luce della lampada getta a terra la sua ombra.<br><br>E l'anima mia dall'ombra che galleggia sul pavimento<br><br>Non si sollever&agrave; "Mai pi&ugrave;" mai pi&ugrave;.</div>
</blockquote>
<div>
<div>Edgar Allan Poe</div>
</div>
</div>
]]></description>
	<dc:creator>monica</dc:creator>
</item>

</channel>
</rss>